INTRODUZIONE ALLA PITTURA AD ACQUARELLO

22 Ottobre 2024

 

Conosciamo tutti l’acquerello, quel metodo di pittura che in francese viene denominato aquarelle e che in inglese viene indicato di volta in volta con i termini watercolor o watercolour. Con lo stesso termine si identifica sia il metodo, sia il medium usato.

La natura dell’acquerello è presto spiegata: si tratta molto semplicemente di pigmenti di colore mescolati con un legante, tipicamente gomma arabica, i quali vengono poi diluiti con dell’acqua dall’artista, per poi applicare il colore così ottenuto su un supporto pittorico, nella maggior parte dei casi carta.

I colori ad acquerello, e la tecnica che ne deriva, non hanno nulla da invidiare alle altre tecniche pittoriche. La peculiarità fondamentale di questi colori è la loro trasparenza, che li situa lontano da qualsiasi altro medium pittorico: le conseguenze di questa caratteristica di base sono tante e diverse.

Le origini degli acquerelli

Come anticipato, la storia degli acquerelli ha origini molto lontane nel tempo. La tecnica così come la conosciamo oggi è infatti il frutto di uno sviluppo che si dipana lungo i secoli, e che ha fatto di volta in volta piccoli passi in avanti grazie all’evolvere dei materiali e degli accessori a disposizione, nonché grazie al genio di alcuni dei più grandi esponenti della storia dell’arte.

É fondamentale, per comprendere i vari passaggi e le diverse evoluzioni nella storia dell’acquerello, capire che da un unico modo di dipingere, da cui è nato l’acquerello, si sono sviluppate anche altre tecniche, altri colori.

Dipingere a gouache infatti è come dipingere con l’acquerello, aggiungendo del zinco bianco per rendere i colori opachi. Il colore a tempera è invece un colore a base di acqua al quale è stato aggiunto un nuovo elemento, ovvero la caseina, oppure del tuorlo d’uovo. Lo stesso acrilico è fatto con pigmenti solubili all’acqua, e gli stessi colori acrilici possono essere usati dall’artista con delle tecniche simili a quelle dell’acquerello. Si capisce quindi che parlare della storia dell’acquerello significa parlare, da un certo punto di vista, dell’intera storia della pittura.

Se dovessimo scovare i primi esempi di lavori riconducibili alla storia dell’acquerello dovremmo guardare al mondo degli uomini preistorici, che per decorare le loro caverne andavano a mescolare dei pigmenti trovati in natura con dell’acqua, usando le proprie dita, dei bastoncini o dei pezzi d’osso. Spostandosi più avanti, anche gli antichi Egizi usarono dei colori a base d’acqua per decorare le pareti dei propri templi nonché le proprie tombe. Gli stessi colori vennero usati anche per creare dei piccoli dipinti su papiri.

Ma l’area in cui si sviluppò maggiormente l’acquerello nell’antichità è l’Oriente. Già dall’antichità, infatti, in Cina e in Giappone si iniziarono dei colori ad acqua per decorare sia la seta che la carta. Quelli che venivano fatti a quell’epoca erano lavori densi di parti testuali, ma sempre con un’immagine principale ad acquerello che riproduceva un paesaggio, con fare contemplativo.

Nel Medioevo, in Occidente, più che di colori ad acquerello si può piuttosto parlare di colori a tempera, come quelli che venivano usati dai monaci nei monasteri. Non bisogna poi dimenticare che, nel Medioevo, tra le più importanti forme d’espressione artistica c’era l’affresco, il quale consisteva nell’applicazione di pigmenti miscelati con acqua su intonaco umido. Fu con questa tecnica che vennero creati, per esempio, i celebri affreschi di Michelangelo nella cappella Sistina, all’inizio del Sedicesimo secolo.

I grandi maestri della pittura ad acquerello

Se volessimo individuare il primo grande maestro della pittura ad acquerello non potremmo che puntare verso il tedesco Albrecht Dürer, vissuto tra il 1471 e il 1528. Fu lui il primo a usare la tecnica moderna dell’acquerello, seppur utilizzato come medium di preparazione in vista dei lavori successivi. Durante il Rinascimento, oltre a Durer, anche Peter Paul Rubens, Rembrandt e Sir Anthony Van Dick usarono gli acquerelli.

A portare in modo definitivo e permanente l’acquerello nella modernità furono gli artisti inglesi del Settecento, a partire da Paul Sandby, che usava gli acquerelli per la creazione di paesaggi e di mappe, poggiando le basi per un vero movimento artistico incentrato sull’acquerello: il nome di punta da individuare è in questo caso quello del romantico Joseph Mallord William Turner.

Come effetto della scuola inglese, tra il Settecento e l’Ottocento gli acquerelli emersero come medium centrali nel mondo dell’arte, influenzando concretamente i primi Impressionisti, Paul Cézanne, Vincent Van Gogh e più tardi ancora artisti del calibro di Wassily Kandinsky e Paul Klee.

I colori ad acquerello

La lunga storia della pittura ad acquerello ha portato allo sviluppo di colori ad acquerello sempre più efficaci, sempre più soddisfacenti. Ma come scegliere i migliori acquerelli? Qui sotto mostreremo alcuni degli acquerelli migliori che si possono trovare sul mercato, per diversi tipi di tasche, muovendoci tra i marchi riconosciuti a livello internazionale come i preferiti dagli artisti.

Al di là della scelta tra acquerelli in godet o acquerelli in tubetto, i migliori acquerelli sono quelli che permettono di coprire un ampio range di tinte grazie al mix dei colori, che presentano un’alta resa nonché, ovviamente, un’alta concentrazione di pigmenti. Non è tutto qui: i migliori acquerelli professionali spiccano per il livello di trasparenza, nonché per la freschezza dei colori. Vediamo ora alcuni esempi di colori ad acquerello di alta qualità.

I pennelli per acquerello

Viste alcune opzioni quanto a colori, vediamo come scegliere i migliori pennelli per acquerello. Tendenzialmente il tipico pennello per acquerello presenta un manico corto nonché la forma tonda: i migliori modelli terminano con una punta molto sottile, per permettere all’artista di tracciare linee precise. Ovviamente, a completare gli accessori dell’acquerellista, esistono anche pennelli piatti, a ventaglio e via dicendo.

Per quanto riguarda il materiale, nel caso della pittura ad acquerello esistono davvero molte opzioni tra cui muoversi: l’importante è non scegliere dei pennelli in setola di maiale, da destinare unicamente ai colori cremosi come gli oli e gli acrilici.

Detto questo, chi ha un buon budget e mira al meglio, può senz’altro optare per i pennelli in martora Kolinsky, famosi per la loro morbidezza, per l’elasticità del pelo nonché per la grande sensibilità garantita. Per spendere un po’ meno è possibile scegliere i pennelli in martora rossa.

Passando ai pennelli per acquerello meno costosi si possono trovare i pennelli in pelo di vaio, ovvero di scoiattolo, con un buon livello di morbidezza o di elasticità, o i pennelli in pelo di bue, decisamente duraturi, seppur con un livello di morbidezza leggermente minore.

Infine, è da sottolineare il grande salto di qualità fatto negli ultimi anni dai pennelli sintetici, tanto da poter affermare che ormai i migliori modelli hanno poco da invidiare di fronte ai modelli in martora (pur avendo un costo inferiore e non arrecando alcun danno al mondo animale). Vediamo adesso alcuni modelli tra i migliori pennelli per acquerello.

I supporti per acquerello

Siamo ormai giunti al termine di questo lungo approfondimento sulla storia degli acquerelli. Per parlare propriamente di pittura ad acquerello, come la intendiamo oggi, è essenziale un elemento, ovvero la carta. Questa come è noto arrivò in Europa piuttosto tardi, e i primi mulini furono costruiti verso la fine del 1200 in Italia, e alla fine del 1400 in Inghilterra.

Per lungo tempo, però, in Occidente – e soprattutto in Inghilterra, paese che come vedremo avrà una parte da protagonista nella storia dell’acquerello – la carta restò un materiale costoso, un bene di lusso.
Da qui dunque il fatto di ritrovare uno sviluppo tardivo dell’acquerello.

Oggi in commercio si possono trovare album di carta per acquerello in cellulosa di legno, in lino o in cotone. Senza dubbio, l’opzione migliore è quella rappresentata dalla carta al 100% cotone, ma va detto che anche i più economici blocchi di carta per acquerello misto cotone e legno possono dare grandi soddisfazioni.

In base al budget a disposizione, si potrà scegliere tra carta prodotta con le normali macchine industriali, carta realizzata con macchina a tondo o, infine, per avere il risultato più sublime, carta fatta interamente a mano.

Chi desidera sperimentare e inglobare le irregolarità del supporto nel proprio dipinto sceglierà della carta ruvida, a grana grossa; chi invece insegue il dettaglio opterà per la carta liscia, a grana fine.

 

Prodotti correlati

Spedizioni gratuite

per ordini superiori a 65€

Supporto 24/7

Contattaci 7 giorni su 7

Reso 30 giorni
Pagamenti 100% sicuri

Assicuriamo pagamenti sicuri

0
    0
    Carrello
    Il tuo carrello è vuotoShop